Sito Bannato da Google: motivi e interventi
Innanzitutto, prima di cominciare ad inoltrarci nell'articolo, dobbiamo capire
cosa comporta il ban del sito da parte di Google: un sito bannato, quindi precedentemente presente nell'indice di google,
non risulta più indicizzato.
Per verificare se il vostro sito è bannato basta utilizzare i
due seguenti comandi nel box di ricerca di Google:
- "site:nomesitoprova.it"
- "nomesitoprova.it"
Se questi due comandi non ritornano come risultato il vostro sito, e questo prima invece appariva normalmente, significa che il sito è stato bannato. Il
traffico proveniente da big G, verso il vostro sito, a questo punto
risulterà zero.
I motivi del ban sono probabilmente dovuti all'utilizzo di
tecniche scorrette utilizzate da SEO black hat, come potere leggere in un
precedente articolo.
Se avete utilizzato techiche come redirect in javascript, link e testo nascosto, Keywords stuffing o Cloaking
le cause sicuramente sono quelle.
Per sperare di rientrare nell'indice di Google dobbiamo innanzitutto
identificare il problema che ha causato il Ban e successivamente
rimuovere le parti di codice "maligne" da ogni pagina dove sono contenute in modo che
il sito risulti perfettamente ligio alle linee guida dei motori.
A questo punto non obbiamo far altro che
notificare a Google che abbiamo sistemato il tutto. Una volta esisteva la "richiesta di reinclusione" oggi sostiuita con "
Richiesta di rivalutazione", per inviare tale richiesta bisogna aprire (nel caso non esistesse già) un account ai
Google webmaster Tools e
seguire la procedura guidata.
I tempi per la reinclusione sono variabili ed è difficile preventivare quanto tempo ci vorrà prima che il sto torni ad essere presente nelle SERP.